Il declino, l' industria e il «gap statistico»

MILANO - L' Italia fotografata dai numeri, a volte, non convince protagonisti e comparse del ritratto. Non sono mai del tutto sopite, nell' «Italia del declino», le polemiche che riguardano l' Istat e i dati che dirama di anno in anno. Ora accusato di troppo ottimismo (in anni ormai lontani), ora di troppo pessimismo (in tempi più recenti), ora messo sotto esame addirittura dagli organismi europei, l' Istituto nazionale di statistica è spesso al centro di malumori, soprattutto da parte degli imprenditori.

Oggi critiche e perplessità raccolte tra le associazioni d' impresa, ma anche tra analisti ed economisti, riguardano un mancato aggiornamento a rialzo del Prodotto interno lordo e dell' indice di produzione industriale. Tanto che, proprio per colmare quello che alcuni arrivano a definire un «gap statistico», sarebbe stata istituita una commissione, composta da rappresentanti della Banca d' Italia e dei centri studi delle associazioni imprenditoriali, oltre che dall' Istat stessa, per aggiornare l' indice di produzione industriale cui mancherebbero addirittura mille prodotti.

Dall' Istat, tuttavia, si getta acqua sul fuoco, spiegando che nessuna commissione straordinaria è in atto. Si parla, piuttosto, di un fisiologico aggiornamento dei parametri e del cosiddetto «anno base», quello sui cui indici si fondano tutti i parametri applicati, che è fermo al 2000. Come del resto - sottolineano all' Istat - in tutta Europa, con l' eccezione di Finlandia e Belgio. In dieci mesi si dovrebbe aggiornare l' anno-parametro, facendo diventare fondante, per il prossimo quinquennio, il 2008.

Anche l' indice della produzione industriale (domani sarà diffuso il dato di marzo) è oggetto di particolare attenzione e di qualche critica. All' Istat dicono che c' è «troppa enfasi, sarebbe forse il caso di prestare altrettanta e più attenzione ad altri indici». Non sono questioni inedite.

Negli anni scorsi, ad esempio, gli anni del declino del sistema industriale italiano - più temuto e narrato che verificato, secondo autorevoli economisti e banchieri - diverse categorie imprenditoriali, soprattutto tra le associazioni che raccolgono il maggior numero di medie e grandi imprese, avevano manifestato il proprio dissenso all' Istat, incapace di registrare una vitalità alle esportazioni italiane, decisive nella ricostruzione del quadro economico. Poi le stime sull' export sono state corrette al rialzo.

Corriere della Sera, 11/05/2008

di Jacopo Tondelli
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